Salute

Qual è la causa scatenante dell’orzaiolo?

Con il termine orzaiolo si intende una fastidiosa infezione causata da alcuni batteri (stafilococchi) a carico della rima palpebrale.

Spesso compare all’improvviso e la sua durata varia dai 5 ai 7 giorni. Si manifesta inizialmente con un senso di bruciore a carico dell’occhio, arrossamento e fastidio. Ma in alcuni casi la palpebra si presenta ingrossata.

Può colpire indistintamente sia la palpebra superiore che inferiore.

Ma quali sono le cause che possono portare all’insorgenza dell’orzaiolo?

Nella stragrande maggioranza dei casi è stato dimostrato che l’orzaiolo è provocato da batteri, i quali cercano di insinuarsi e di proliferare nelle ghiandole sebacee. Questi batteri possono provenire o da cosmetici ormai vecchi da moltissimo tempo, oppure dalle mani sporche.

Se l’orzaiolo tende a dare molto fastidio e a non permette di tenere l’occhio aperto, in questo caso il solo impacco di acqua calda e camomilla non è sufficiente per poter curare correttamente l’orzaiolo ma occorre qualche rimedio molto più efficace. Generalmente il collirio o la pomata antibiotica riescono a sopprimere l’orzaiolo favorendo così la fuoriuscita del pus.

Se invece il problema è di lieve entità, allora è sufficiente l’applicazione di impacchi di acqua calda e camomilla al fine di trovare sollievo dall’infiammazione.

Per combattere l’orzaiolo ecco alcune sostanze naturali:

Tra le varie sostanze naturali che possono essere facilmente acquistate in erboristeria troviamo anche la curcuma e le foglie di acacia.

La loro preparazione è davvero facilissima: mettere in un pentolino con acqua bollente alcune foglie di curcuma. Lasciare bollire per una decina di minuti finchè non si otterrà una sorta di poltiglia. Filtrare i granuli di curcuma dal liquido ed infine utilizzare lo stesso liquido per per poter effettuare gli impacchi sulle palpebre.

Stessa procedura può essere preparata con le foglie di acacia..

Attenzione: l’orzaiolo è molto contagioso, pertanto è molto importante prestare la massima attenzione…

via: www.inran.it

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